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Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare….”Questa potrebbe essere di diritto la colonna sonora della mia ultima estate. Infatti, come l’anno scorso e pure quello prima, mi preparo per l’ennesima discesa in Portogallo… Forse sono un po’ ripetitiva, ma questa volta ho una buona scusa: per tutto l’inverno ho frequentato un corso di portoghese e quindi DEVO poter mettere in pratica gli insegnamenti acquisiti!!

Arrivo a Lisbona con ampio ritardo, a Francoforte, a causa di un guasto all’aereo mi trovo bloccata per diverse ore. L’attesa è lenta e lunga, per fortuna conosco un ragazzo con il quale ho l’opportunità di mettere alla prova le mie conoscenze con il portoghese. Reginaldo è nato in Angola, anche se suo padre era di Lisbona. Vive da diversi anni a Londra e passerà un week end a Lisbona ospite dai suoi fratelli . Anche se qualche volta devo ricorrere all’inglese, appuro che i lunghi mesi di studio danno i loro frutti e come mi piaccia il fatto di potermi esprimere in questa lingua! Così durante tutto il volo che dalla fredda Germania mi porterà al caldo Portogallo, parlo incessatamente con lui di tutto un po’!

Sbrigate le pratiche per il ritiro dei bagagli mi avvio all’uscita dove trovo, fedele, Alex ad attendermi. Quest’anno purtroppo le nostre ferie non coincideranno, e mi trovero’ da sola a girovagare nel paese del Fado, anche se Alex, sarà sempre un punto di riferimento importante, dato che sono ospite a casa sua…

All’indomani, dopo una lunga e salutare dormita, vengo caricata in macchina in direzione Coparica. Alex e Luis mi portano nella costa, dalle profonde e bianche spiagge. Il paesino di Coparica è davvero caratteristico. E’ un piccolo paesino di pescatori. Piccole viuzze di terra battuta, e costruzioni bianche all’interno delle quali si trovano piccoli bar, ristorantini alla buona e personaggi molto caratteristici. La spiaggia è bellissima. E’ molto profonda, alla mia destra è possibile scorgere Lisbona, mentre alla mia sinistra, lo sguardo si perde nell’immensa distesa oceanica. Proprio in questo punto, il Tago si disperde nell’oceano e i colori si mescolano piano piano fino a fondersi in un unico blu scuro.  Alex e Luis passano il pomeriggio a giocare a pallone, mentre io mi godo il sole ed il panorama. Abbozzo un bagno, ma l’acqua è decisamente troppo fredda!

Salutiamo Luis e la sera si va a mangiare dalla madre di Alex. Oggi è proprio il mio compleanno, ma sia Alex , che la sua famiglia non credo se ne ricordino. Infatti arrivo a casa di una indaffaratissima Dona Adriana, che sembra veramente aver poco tempo e voglia di spendere molti convenevoli con me…Mangiamo una fugace cena, e quando inizio a sollecitare Alex  per tornacene a casa, le luci si spengono e Dona Adriana e Mr Quim avanzano con una torta e le candeline….Si sono tutti ricordati del mio compleanno e hanno organizzato questa sorpresa. Intonano uno stonato “Feliz Anniversario a voce”; la canzoncina di buon compleanno in versione portoghese. Sono quasi commossa, non me l’aspettavo proprio! Si sono dimostrati  gentili come sempre!

E’ lunedì e purtroppo Alex dovra’ lavorare per tutta la settimana e allora mi organizzo un “piano” per poter sfruttare al meglio la mia permanenza, soprattutto senza disturbare troppo…

Finalmente riesco a visitare il tanto agognato Ocenario, il grandissimo acquario di Lisbona. In tutte le volte che sono venuta fino a qui- mi vergogno un po’ a dirlo- non sono mai riuscita a vederlo. Prendo percio’ la metropolitana che mi porterà all’Expo, dove si trova quello che è considerato uno degli acquari piu’ grandi d’Europa. E’ davvero splendido. Una enorme vasca contiene una miriade di specie di pesci. Mi immergo percio’ nella visita. I pesci mi piacciono molto e mi disperdo nell’osservarli.

Poi una lunga passeggiata all’ipertecnologico expo. Una costante musica si diperde nell’aria creando quasi un’atmosfera surreale. Mi siedo per un bel po’ in una panchina che guarda il Tago e il lunghissimo ponte Vasco de Gama che collega in piu’ di 17 km una sponda all’altra.

I giorni seguenti rivisito Lisbona, assediata da tantissimi turisti. Salgo al Castello St.Jorge, vado alla cattedrale, girovago nella Praca do Commercio, salgo e scendo la Baixa, quasi scalo le ripide stradine del Chiado e di Barrio Alto.

Ovviamente, non posso negarmi una nuova visita alla mia amata Sintra. Una mattina prendo il treno da Rossio, che in circa 3 quarti d’ora mi scarica in questa antica cittadina arroccata su di un monte. E’ davvero splendida, proprio come la ricordavo. Vago nel centro della città, scopro le piccole stradine ondulate, entro nei piccolissimi negozi… Poi prendo l’autobus navetta che mi conduce ai due castelli. Dato che il castello dos mouros l’ho gia’ visitato 2 anni fa, pazientemente mi metto in fila per poter ammirare il palazzo da Pena, questa eccentrica costruzione voluta nel 1840  dal re-consorte Ferdinando di Coburgo-Gotha. E’ una macedonia di stili: arabo, gotico, manuelino, rinascimentale e barocco, tutti mescolati fino a creare, incredibilmente, un quadro omogeneo.  Incredibile anche l’interno, ogni stanza è arredata nei minimi particolari, in uno stile differente per ogni ambiente.

 Il giorno dopo mi reco all’Arco Du Chego, la stazione dalla quale partono gli autobus diretti in ogni parte del paese. Ho deciso di arrivare a Fatima, questa grande mecca di pellegrini. La città è abbastanza squallida, palesemente nata attorno al mito. Ci sono alberghi e negozi di orrori religiosi ovunque. Il santuario è molto imponente. Un’enorme piazza bianca dove i pellegrini diventano piccoli puntini neri. Ci sono i penitenti, alcune persone che si fanno tutto il percorso trascinandosi sulle ginocchia, fino a raggiungere la piccola cappella nella quale si dice sia apparsa la Madonna. Forse potro’ sembrare un po’ miscredente, ma il fatto di fare tutto il percorso con le ginocchiere imbottite e con l’accompagnatore che ti ripara dal sole con un ombrello, mi sembra una presa in giro….Ad ogni modo, contenti e credenti loro….

Al lato della piccola cappella c’è un’enorme falo’, nel quale vengono gettate e fatte bruciare migliaia di candele. Anch’io, giunta fino a qui, getto la mia candela nel braciere ed intanto osservo tutta questa gente, emozionata e speranzosa che con grande fede è giunta fino a questo paesino disperso in un paesaggio brullo e secco,  per chiedere la propria grazia…

Il mio viaggio continua e all’indomani sono in viaggio verso Coimbra. L’autobus macina chilometri e chilometri di autostrada. Faccio un po’ di conversazione con il mio vicino. E’ da Coimbra e sta tornando da  una vacanza fatta in Inghilterra. Mi fornisce utili indicazioni sui percorsi per raggiungere piu’ velocemente il centro della città, dalla stazione centrale delle corriere.

Il tempo è un po’ uggioso oggi, peccato, la cittadina è veramente bellissima e vista con il sole, dev’ essere  un autentico spettacolo. Prima di dedicarmi alla visita dell’antica cittadella universitaria, attraverso il  ponte  sul Mondego che mi porta dritta dalla parte opposta. Mi fermo a contemplare due vecchissime chiese e poi mi regalo una visita al Portogallo in miniatura. Anche se strutturato in modo un po’ ludico, è molto interessante. Spiega di tutte le conquiste fatte dal popolo portoghese nel corso dei secoli, ricostruendo i tipici edifici dei paesi stranieri. Mi ritrovo percio’ un po’ in Angola, passando per Machao, Timor  ed il Monzambico. E’ interessante vedere i manufatti antichi di questi popoli conquistati nei secoli scorsi, che sono tutti in bella mostra in piccole vetrinette.

Terminata questa visita istruttiva apro bene i polmoni e mi preparo ad affrontare le ripidissime stradine che portano fino all’antica cittadella universitaria, che si trova proprio sul cucuzzolo della citta’. Le strade sono molto caratteristiche e potrei perdermi nei viottoli ciottolati. Passo la cattedrale, merlata come una fortezza. Stanno celebrando un matrimonio. Arrivo all’ Universiade, la parte piu’ caratteristica della cittadina. Mi dirigo subito verso la biblioteca. Deglutisco una interminabile fila di turisti e poi riesco ad entrare e godermi lo spettacolo di questa biblioteca costruita nel secondo decennio del settecento, riccamente ornata da mobili e scaffali in oro, e affreschi sui soffitti. Qui sono presenti piu’ di un milione di volumi antichi e tantissimi antichi manoscritti preziosi. Respiro aria di cultura e storia. Poi continuo la mia visita attraversando le tante università.

Scendo nella piazza centrale, osservo le piccole botteghe artigianali che si affiancano ad eleganti boutique.

Il povero Alex è pieno di lavoro, trovare qualche ora di libertà è davvero un’impresa. Riesce comunque a ritagliarsi qualche serata libera ed allora si torna al Lisbona Bairrio Alto a bere maciera e a giocare a calcetto con gli amici di sempre.

I giorni passano, oramai mi sento quasi “padrona” della città. Sono diventata bravissima nel districarmi tra le vie di Lisbona e, cosa che mi da’ una certa soddisfazione, riesco a dialogare con la gente.

Mi sono così ben acclimatata che mi dispiace tornarmene a casa, ma anche questa volta, l’orologio delle vacanze si è fermato….Atè Logo Portugal, alla prossima!!!