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“Capodanno bagnato, capodanno
fortunato” speriamo sia così- questo è il pensiero che ci ha
accomunato per questa breve visita a Lisbona. Con un seguito
di amici, Franca, Tony (vedi
Canarie 1998 ndr), Mauro, Andrea (el Gufo) e Andrea (el Tecia),
decido di trascorrere “la notte piu’ lunga dell’anno” nella “mia”
Lisbona. Prometto feste, balli, e divertimento ai miei amici che
sembrano molto entusiasti di avventurarsi con me nella città del
Fado e per una volta mi trasformo io da cicerone della situazione.
Abbandoniamo un’Italia fredda e gelida per atterrare nella Lisbona
dal clima primaverile. Ci sistemiamo in un albergo economico e
dignitoso non lontano da Rossio.
Subito mi
cimento nelle vesti di guida turistica e trascino i miei amici alla
scoperta degli angolini piu’ caratteristici della città. Il clima
è decisamente mite e temperato, girare con camicetta in dicembre
inoltrato qui è normale. Trascorriamo i due giorni precedenti
l’ultimo dell’anno visitando la città e camminando molto. Anche Alex,
ovviamente fa la sua comparsa e trascina l’allegra combriccola in
tornei di calcetto e “giri” di birre e Maciera (un brandy tipico
della zona, molto buono).
Purtroppo
pero’ la sera dell’ultimo dell’anno il tempo fa i capricci ed inizia
una costante e fastidiosa pioggia che ahimè ci accompagnerà per
tutta la lunga serata.
I
preparativi per accogliere il nuovo anno sono decisamente ben
organizzati. Nella zona di Belèm è stato allestito un mega palco e
tutto il parco si è trasformato in una grandissima discoteca. C’è
tantissima gente, l’atmosfera è coinvolgente, la mezzanotte è
accolta da un lungo e bellissimo spettacolo pirotecnico, ma poi un
gran temporale fa la sua comparsa. Sostiamo speranzosi sotto a
degli alberi, ma la situazione, anziché migliorare pian piano
peggiora ed allora optiamo per raggiungere le Doches, dove ci sono
tantissimi locali. Prendere un taxi diventa “un’impresa
astronomica”, la pioggia ha sorpreso tutti e il “fuggi fuggi “ è
generale. Prendiamo un tram, e poi ci perdiamo…
Passiamo
tutta la nottata sotto un diluvio di pioggia, camminando in una
Lisbona deserta ed imprecando come non mai. Cerchiamo di prenderla
con “filosofia” certo è che questo temporale (che è durato anche il
giorno dopo) ha proprio rovinato tutti i nostri piani!
“Capodanno bagnato, capodanno fortunato”? SPERIAMO!
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