ESTATE 1994

 

 

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  Dopo un assaggio fatto qualche anno fa, torno con Fede a Londra, questa citta' che tanto mi ha colpito. l'occasione ce la offre Jules, un ragazzo di Londra che ho conosciuto in spagna l'anno prima. ci siamo sempre tenuti in contatto, l'ho ospitato in italia ed ora lui ricambia. E' l'estate inglese, vissuta con la gente del posto, con Jules e tutti i suoi amici. l'accoglienza che riceviamo e' ottima, sono tutti affabili e gentili. un luogo comune da sfatare e' che gli inglesi sono persone distaccate ed un po' snob. per mia esperienza personale posso solo affermare il contrario. infatti, dopo un' iniziale titubanza, veniamo accolte in modo caloroso ed amichevole, da questi giovani amanti della birra e delle gran bevute. quanto bevono! rimaniamo subito allibite per la quantita' industriale di birre che riescono ad ingurgitare. litri e litri in una sola sera e senza distinzione tra ragazzi e ragazze. gli inglesi sono ben organizzati: la polizia e' molto severa con gli ubriachi, percio' a turno, ogni sera viene designato lo "sfortunato" che fara' da autista al gruppo. l'eletto si asterra' scrupolosamente dal toccare alcool durante la serata, mentre gli altri si impregneranno come delle spugne. in caso contrario, tutti a casa in taxi! e' allucinante, all'uscita di un qualsiasi locale, pub o discoteca c'è un continuo ronzio di taxi, pronti a caricare gruppi di ragazzi alticci e fracassoni.

Jules abita a Sutton, un sobborgo nella prima periferia londinese. E' un paese tranquillo, ordinato e ben organizzato. da qui raggiungiamo il centro di londra in circa 30 minuti con varie possibilita': o prendiamo l'autobus fino alla metropolitana per poi proseguire fino al centro, oppure prendiamo il treno.

Jules ci fa da cicerone, accompagnandoci nei vari quartieri londinesi, offrendoci la possibilita' di scoprire i dintorni di Londra E le campagne del Surrey,  e soprattutto presentandoci tanti amici con i quali abbiamo condiviso usi ed abitudini.

per antonomasia gli inglesi sono un po' sporchi. non posso affermare il contrario. diciamo che non hanno il culto della casa cosi' radicato come noi italiani. non spendono il loro tempo a "pulire a specchio" la casa o a "vestirsi a puntino", sono molto piu' sbrigativi loro. di questa frettolosita' ovviamente ne risente anche la cucina. pero' sono molto ospitali. una volta "entrati nelle loro grazie" ti fanno proprio sentire come a casa tua.

in questa estate calda beviamo tanta birra, ascoltiamo tantissima musica, conosciamo tanti nuovi amici ed ovviamente, ci divertiamo tantissimo