Dopo un assaggio fatto
qualche anno fa, torno con Fede a Londra, questa citta' che tanto mi
ha colpito. l'occasione ce la offre Jules, un ragazzo di Londra che
ho conosciuto in spagna l'anno prima. ci siamo sempre tenuti in
contatto, l'ho ospitato in italia ed ora lui ricambia. E' l'estate
inglese, vissuta con la gente del posto, con Jules e tutti i suoi
amici. l'accoglienza che riceviamo e' ottima, sono tutti affabili e
gentili. un luogo comune da sfatare e' che gli inglesi sono persone
distaccate ed un po' snob. per mia esperienza personale posso solo
affermare il contrario. infatti, dopo un' iniziale titubanza,
veniamo accolte in modo caloroso ed amichevole, da questi giovani
amanti della birra e delle gran bevute. quanto bevono! rimaniamo
subito allibite per la quantita' industriale di birre che riescono
ad ingurgitare. litri e litri in una sola sera e senza distinzione
tra ragazzi e ragazze. gli inglesi sono ben organizzati: la polizia
e' molto severa con gli ubriachi, percio' a turno, ogni sera viene
designato lo "sfortunato" che fara' da autista al gruppo.
l'eletto si asterra' scrupolosamente dal toccare alcool durante la
serata, mentre gli altri si impregneranno come delle spugne. in caso
contrario, tutti a casa in taxi! e' allucinante, all'uscita di un
qualsiasi locale, pub o discoteca c'è un continuo ronzio di taxi,
pronti a caricare gruppi di ragazzi alticci e fracassoni.
Jules abita a Sutton, un
sobborgo nella prima periferia londinese. E' un paese tranquillo,
ordinato e ben organizzato. da qui raggiungiamo il centro di londra
in circa 30 minuti con varie possibilita': o prendiamo l'autobus
fino alla metropolitana per poi proseguire fino al centro, oppure
prendiamo il treno.
Jules ci fa da cicerone,
accompagnandoci nei vari quartieri londinesi, offrendoci la
possibilita' di scoprire i dintorni di Londra E le campagne del
Surrey, e soprattutto presentandoci tanti amici con i quali
abbiamo condiviso usi ed abitudini.
per antonomasia gli
inglesi sono un po' sporchi. non posso affermare il contrario.
diciamo che non hanno il culto della casa cosi' radicato come noi
italiani. non spendono il loro tempo a "pulire a specchio" la casa
o a "vestirsi a puntino", sono molto piu' sbrigativi loro.
di questa frettolosita' ovviamente ne risente anche la cucina. pero'
sono molto ospitali. una volta "entrati nelle loro grazie"
ti fanno proprio sentire come a casa tua.
in questa estate calda
beviamo tanta birra, ascoltiamo tantissima musica, conosciamo tanti
nuovi amici ed
ovviamente, ci divertiamo tantissimo