|
La
Capoeira
Parecchie
leggende descrivono l'origine di quest'arte marziale,
ma tutte sono indissolubilmente legate alla storia
della schiavitù
.Quattro
milioni di schiavi africani, provenienti soprattutto
dal Sudan, dal Congo e dall'Angola, furono portati dai
Portoghesi in Brasile, dopo il massacro degli Indiani.
La conquista del nordest del paese da parte degli
Olandesi (1624-1654) contribuì alla fuga degli
schiavi che si organizzarono in villaggi
"indipendenti" chiamati quilombos. Per
contrastare i successivi tentativi dei Portoghesi di
ristabilire l'ordine, gli schiavi dei quilombos
organizzarono la difesa applicando una forma
rudimentale di combattimento, già presente nella
cultura delle popolazioni africane, la capoeira.
Temuta dal potere repressivo in quanto violenta ed
efficace, la pratica di quest'arte marziale (divenuta
sport nazionale nel 1974) è stata per molti anni
proibita e messa fuori legge. Intorno alle ambigue e
leggendarie figure che hanno contribuito alla
diffusione di questa attività sportiva, i
"maestri teorici" Nascimento Grande e
Manduca da Praia, girano storie di criminalità e
morte.
Nel 1937, nonostante la sua pessima fama, il
Presidente Getulio Vargas pose fine al bando della
capoeira. Oggi quest'arte marziale, considerata una
pratica dall'alto valore educativo, culturale e
artistico, è diffusa in tutto il mondo; un preciso
rituale fatto di movimenti e acrobazie viene eseguito
dai due "combattenti", accompagnati dal
suono del berimbau. Musica, danza, gioco,
"atletica e poesia" e, come contributo
dell'epoca contemporanea, molta teoria. |

berimbau
al Pelurinho |