01 gennaio 2002

Sono sufficienti otto o nove ore di corriera per coprire la distanza che separa Tegus da San Salvador,attraverso un confine che è l'immagine della frontiera centroamericana.

Caldo appiccicoso;paesino con baracche dove comprare e vendere di tutto;cambiavalute che sventolano pacchi di lempiras e
colones;casa frontaliera hondureqa a galleria, con coda agli uffici della dogana;ponte sul fiume di confine che i passeggeri degli
autobus attraversano a piedi;casa frontaliera salvadoreqa a galleria, con coda agli uffici della dogana;cambiavalute che sventolano pacchi di colones e lempiras;paesino con baracche dove comprare e vendere di tutto;caldo appiccicoso.

... simmetria apparente...

San Salvador da l'impressione di essere una città vivace, tutt'altro che noiosa, ma fatalmente inquieta.Non ho la sensazione di essere in un posto pericoloso neanche quando, di notte, vado in periferia, però l'opinione di tutti, salvadoreqi e non, è che lo sia.
Moltissimi giovani appartengono a bande criminali e,fra di loro, se c'èh una cosa che non manca, sono i morti ammazzati.

Le ferite della guerra civile terminata nel '92 sono ancora belle aperte, e non ho bisogno di cercare per trovare chi mi racconti di quel periodo o mi dica che era un guerrigliero o figlio di guerriglieri.

Nell'autobus fermo in un ingorgo da guinnes conosco un tipo che ha voglia di esercitare il suo inglese (minchia, casca proprio male!). Quando gli dico che sto lavorando in Honduras, mi guarda e fa: <<Sono dei pelandroni!; figurati che hanno permesso agli Stati Uniti di mettere una base militare nel loro territorio... qui non sarebbe mai successo!>>. Mi dà il suo biglietto da visita, casomai mi servisse un elettricista.
Di cognome fa Guevara....!

La completezza dell'informazione richiede di precisare che in Honduras compensano considerando ladroni i salvadoreqi.

Quella dell'El Salvador fu davvero una guerra spietata in cui nessuno rimase fuori: o si appoggiavano i guerriglieri, o l'esercito. L'alternativa era scappare all'estero, spesso continuando comunque a parteggiare per gli uni o gli altri.

Anche in Honduras gli anni '80 furono il periodo dei militari e dei desaparecidos, ma la dittatura fu decisamente meno feroce che nei Paesi vicini. Forse anche per questo non nacquero gruppi guerriglieri capaci di avere un grande seguito. Ma potrebbe essere
vera anche l'ipotesi inversa.
Comunque, in quegli anni gli Stati Uniti stavano in Honduras con qualche decina di migliaia di soldati (solo la base di Comayagua superava i 10.000),utilizzando i campi profughi di confine per addestrare i contras nicaraguensi e i militari (e paramilitari)
salvadoregni.Ovviamente, i fronti opposti (guerriglieri e sandinisti) erano appoggiati da Cuba. I fatti e i numeri mi permettono di aggiungere, con ben altro stile.

L'atto che decretò la fine della guerra in El Salvador fu l'uccisione di sei gesuiti, da parte dei militari.
Non che fino ad allora gli stranieri e gli ecclesiastici fossero stati risparmiati, ma questo fece traboccare il vaso e le pressioni internazionali condussero agli accordi di pace.
A quasi dieci anni di distanza la dittatura non c'è più, ma, sottilmente, l'El Salvador è tornato in mano a una decina di famiglie e, tramite loro, agli Stati Uniti.
C'è chi dice che la situazione è simile a quella del periodo embrionale della guerriglia, perchè la riforma agraria è un mezzo fallimento e il Fronte Farabundo Martl (ex guerriglieri), pur avendo la maggioranza dei voti, non sta al governo. Ma è certo che anche il rancore ha il suo peso.
Ho conosciuto un ragazzo che ai tempi della guerra era un bambino. I suoi erano entrambi guerriglieri, e lui scappò in Messico con il nonno, rimanendoci una decina d'anni. Suo padre fu ucciso durante una delle ultime operazioni militari dell'esercito.
Adesso è una persona simpaticissima e tranquilla, ma non occorre essere psicologi raffinati per capire che,se dovesse riaccendersi la miccia, lui non sarebbe uno spettatore.
D'altra parte, è anche vero che molti ex guerriglieri sostengono che, se all'inizio avessero saputo quanto lunga e dura sarebbe stata la guerra, non avrebbero neanche cominciato.

Lascio l'El Salvador dopo un giorno e mezzo; non riesco a mettere ordine fra i pensieri...

La sola cosa certa è il basso rango delle informazioni che normalmente ci raggiungono. Capire non ha niente a che fare col cercare conferme alle proprie ipotesi, e richiede un sacco di tempo.
Forse è anche per questo che nessuno ne ha.

Que les vaya muy bien!!!

                     Omar