... é superfluo dire che tutto questo ve lo dovevo
spedire venerdí. Poco male, vorrá dire che vi intratterrete un po' di piú
(poco).
La festa di venerdí sera era alla caserma dell'esercito, e c'era mezza cittá.
L'esercito ha dato prova delle sue capacitá dirigendo il traffico all'entrata.
Dopo dieci minuti, davanti alla caserma si stavano fronteggiando tre file di
macchine dirette a nord ed altre tre dirette a sud. Su una strada a due corsie.
LA PARALISI!!!.
Per fortuna, a un certo punto gli autobus hanno iniziato a farsi strada in mezzo
agli alberi del boschetto e, un po' per volta, il traffico é ripartito.
La guerriglia controlla metá del Paese....
Qui ballano da fermi. Vallenato, salsa, merengue, champeta, tutto allo stesso
modo: avvinghiati come polpi, ma fermi. Ogni tentativo di aggiungere qualsiasi
movimento é visto malissimo. Forse per il caldo.
Siamo tornati alle 5.30 e alle 6.30 siamo ripartiti per Cabo de la Vela, un
posto bellissimo, con piú di un'ora di macchina in mezzo al deserto. Quando
abbiamo lasciato la strada (sterrata) per imboccare la pista, l'autista si é
fatto il segno della croce. Di motivi poteva averne tanti.
Alla fine, peró, tutto é andato a meraviglia (a parte che ci siamo piantati
nella sabbia, abbiamo bucato una gomma e siamo rientrati sul cassone di un
camion perché il Land Rover si é rotto a 5 chilometri da Riohacha), ed oggi la
sola conseguenza é un colorito camaron che mi rende evidente anche di notte.
Mi ciulano la computadora. Baci a tutti.
Omar