CAPODANNO 2002/2003

E’ vero, a volte sono proprio imprevedibile. Il periodo delle feste natalizie si avvicina e ho deciso di farmi un regalo. Tanto per cambiare voglio regalarmi un bel viaggio, giusto per ricaricarmi un po’ e per rivedere alcuni vecchi amici, con i quali sono sempre in contatto, ma che da tanto tempo non vedo. Trovo un volo Air Canada che mi riporterà a Montreal, dove ho trascorso una bellissima vacanza quattro anni fa. Quindi, detto fatto, compro il biglietto e in “quattro e quattr’otto” sono bel che imbarcata. E’ una “toccata a fuga”, lo so, ma in fin dei conti è  meglio di niente. L’arrivo è previsto per il 31 dicembre, giusto in tempo per festeggiare il capodanno. Il volo procede tranquillo senza intoppi e in “ men che non si dica” mi ritrovo all’aeroporto Dorval ad aspettare Cory che mi ospiterà a casa sua. Fuori è tutto gelato, il freddo è pungente, ma io sono pronta per fare festa!! Con un po’ di ritardo arriva Cory. Non è cambiato affatto se non per il fatto che non me lo ricordavo così alto…Che sia cresciuto durante tutto questo tempo??

Mi carica in macchina e sfrecciamo tra le vie di Montreal, che scorrono veloci sotto i miei occhi curiosi che cercano vecchi punti di riferimento. Dalla mia ultima visita, Cory si è trasferito ad est di Montreal, in un bel quartiere e soprattutto in un bellissimo appartamento che divide con Yan e il suo cane Winston. Giusto il tempo di disfare le valigie, fare una doccia veloce, che già sono pronta per affrontare la festa di fine d’anno. Attraversiamo tutta la città diventata un ammasso  di luci colorate nella notte e ci dirigiamo verso Bossard, dove altri amici di Cory ci aspettano allo Skratch, un enorme locale pieno di gente. Dovrei essere stanchissima, ma l’adrenalina scorre veloce e mi impedisce di rendermi conto del jet lag, delle ore di viaggio che ho “sulle spalle” e degli innumerevoli brindisi che faccio a destra e sinistra. Insomma ballo, rido, conosco tanta gente e festeggio fino a mattina!

Ho pochi giorni a disposizione ho un sacco di programmi che si affollano nella mia testa. Per prima cosa voglio tornare downtown. Prendo la metropolitana ed arrivo a St. Catherine Str. dove ritrovo i miei riferimenti, i mega centri commerciali, i negozi alla moda, le banche e le costruzioni mescolate in un intruglio di antico e moderno. Cammino ed osservo la gente, che, a differenza di me, è abituata a questo freddo polare e non “batte ciglio” nonostante la temperatura sia di molto sotto allo zero. Poi inizia a nevicare, e lo spettacolo è bellissimo.

Al mio risveglio la città è diventata bianca e grossi fiocchi di neve continuano a cadere.

Dato che non c’è mai stato, Cory mi propone di andare al Biodome. Così arriviamo in questo grande complesso che racchiude gli ecosistemi dell’America. E’ pieno di bambini, ma è bello entrare nei vari padiglioni e scoprire flora e fauna di questo immenso continente! Poi , dato che siamo in “vena” di visite facciamo pure un salto al vicino insettario e al giardino botanico che racchiude, tra l’altro, anche un’enorme esposizione sulle stelle di natale.  Oggi fa particolarmente freddo e tutte le strade sono coperte da grandi lastroni di ghiaccio. Bisogna fare attenzione mentre si cammina e soprattutto è necessario coprirsi dalle raffiche di vento polare che sembrano tagliarti il viso!

Realizzo di avere così tanta gente da incontrare quando mi trovo in difficoltà a gestire le uscite. Infatti il telefono della casa di Cory è bollente per organizzare serate al fine di rincontrare questa o quella persona! Il venerdì sera è dedicato a “the guys” cioè Austin, Russel e Sherman. L’incontro è a casa di Austin, che ora vive in un “loft” downtown. Il posto è piccolo, ma bellissimo. I grandi finestroni dell’appartamento si affacciano in una grande costruzione illuminata. Ritrovo così Austin, sempre in perfetta forma e poi mano a mano arrivano pure gli altri. Una cosa è certa, di anni ne sono passati, ma la loro voglia di “party”, cioè di fare festa è immutata! Così festeggiamo fino a mattina, spostandoci da un locale ad un altro per poi finire a casa di Sherman a ballare fino allo sfinimento!

Nonostante tutti questi bagordi pero’, il sabato sono in piedi di buonora e soprattutto attendo con impazienza la serata. Infatti Cory mi ha promesso che mi riporterà al “Sona” il locale che mi era piaciuto tanto quattro anni fa. Mantiene la promessa. Prima approdiamo allo Yello’s bar, dove c’è un gruppo che suona dal vivo, ma soprattutto dove rincontrerò Maxine. Arriviamo un po’ di anticipo e ne approfitto per ordinarmi un martini “ocean drive” la specialità per cui è rinomato questo locale. Ascolto la band, che non è proprio male! Poi arriva Maxine. Dall’ultima volta che l’ho incontrata (a Venezia, nel 2000) è decisamente cambiata. Stento quasi a riconoscerla! Comunque abbiamo il tempo per aggiornarci sulle nostre reciproche vite e per guardare un po’ di bei ragazzi che ci circondano prima di lasciarla per andare al “Sona”. Mentre parcheggiamo, mi ritornano in mente le serate passate qui con Fede e riconosco le strade dove aspettavamo pazientemente il nostro turno per entrare in questo stabile malmesso che ci faceva ballare fino a mattino inoltrato.

Da fuori non è molto cambiato. Scendo la ripida scala che mi porta al buio totale di questa discoteca a piu’ piani dove dopo le 2 vendono rigorosamente acqua o succhi di frutta. E’ proprio come la ricordavo, sala hip hop R&B sotto e sopra musica tecno commerciale. Mi piazzo subito sotto, d’altronde sono proprio venuta qui per ballare un po’ di hip hop. La “popolazione” non è niente male, faccio un pensierino sulla possibilità di trasferirmi “vita natural durante” al centro della pista!

Nei giorni seguenti visita a Gloria ed Essley ed incontro con Carlo, un ragazzo canadese conosciuto la scorsa estate nel mio viaggio in Indonesia. L'incontro con lui mi lascia una strana sensazione di euforia. L'ultima volta che l'ho visto ero nel punto opposto del mappamondo, nel caldo tepore di Bali, ed ora lo rivedo qui nel freddo cuore del Canada. Il mondo è proprio piccolo e non ci sono frontiere, se solo lo vogliamo!

La macchina del tempo macina i giorni inesorabilmente e le ore ed i minuti si volatilizzano. Oramai sono agli sgoccioli, ho una “morsa al cuore” e sono fortemente tentata di non fare piu’ ritorno…Ma il solito “buonsenso” (che a volte detesto) mi costringe a salire nella macchina di Cory, che lentamente prende la via dell’aeroporto. Che dire, mi sono proprio divertita, sono stata felicissima di ritrovare tutti i miei amici e già fantastico su un possibile ritorno in questa terra. Take it easyyyy!!!